Gino Luce, COO di Gruppo Luce Immobiliare eCoordinatore della zona Città Metropolitana di Milano di Assimpredil ANCE, ha preso parte alla missione imprenditoriale organizzata in occasione di EXPO Dubai 2020, che ha visto coinvolti ben 80 imprenditori italiani.

Un’occasione unica per creare nuove sinergie nel settore edile e andare incontro alle esigenze del mercato, sempre più propenso ad avviare un profondo cambiamento, che passa dalla necessità di raggiungere obiettivi concreti per il rispetto ambientale, ripensando il comparto in chiave sostenibile grazie ad innovazione e tecnologia.

Durante la missione gli imprenditori coinvolti hanno avuto la possibilità di osservare da vicino le metodologie e i progetti seguiti dai grandi sviluppatori immobiliari internazionali che guardano con interesse soprattutto all’edilizia urbana sostenibile.

Ne sono un esempio il BESIX Middle East, uno dei cantieri visitati dal gruppo, nato con l’obiettivo di sviluppare il primo termovalorizzatore del Medio Oriente che trasformerà i rifiuti urbani in energia elettrica sostenibile, il cantiere del Royal Atlantis – progetto dal design italiano - oltre che lo stabilimento di Caparol Arabia,che è centro di formazione ed innovazione per le soluzioni tecnologiche per facciate, vernici e pitture.

Inoltre, è stato possibile incontrare il Commissario Generale di Sezione dell'Italia per Expo 2020 Dubai Paolo Glisenti con il quale si sono approfondite le fasi di costruzione del Padiglione Italia, il più sostenibile e il più rappresentativo di innovazione, sicurezza e bellezza tra quelli che il Paese abbia mai portato a un’esposizione universale.

Al rientro dalla missione, Gino Luce, si espresso sull’esperienza raccontando le sue impressioni e, in particolare, quali saranno le strategie di crescita per il futuro di Gruppo Luce Immobiliare apprese da Expo 2020.

Sostenibilità e innovazione sono direttrici cardine di Expo 2020. Come si coniugano nell’operatività del settore edile italiano, dopo Covid19?

«Nonostante le difficoltà che il comparto ha dovuto affrontare, la pandemia si è rivelata anche un’opportunità di crescita per delineare più chiaramente le strategie future e rispondere alle esigenze dei consumatori, che dopo mesi di lockdown hanno espresso il desiderio di vivere in ambienti sempre più sostenibili ed innovativi.

Questa maggiore attenzione per la qualità della vita e per l’ambiente si è concretizzata in tre grandi verticali: economia circolare, digitalizzazione e carbon neutral jobsite.

Alcuni studi evidenziano che l’edilizia produce il 40% delle emissioni di gas climalteranti che causano il surriscaldamento globale, un’enormità. Ecco perché il settore deve muoversi nella direzione di ridurre i consumi, sia nelle fasi di produzione, che nelle fasi operative, favorendo il riutilizzo dei materiali di risulta e alimentando il cantiere e tutta la sua attrezzatura con energie rinnovabili, cosa che consentirebbe un importante risparmio sulle emissioni di co2.

Per avviare questa transizione serve tuttavia un contesto normativo che renda fattibile la circolarità dei materiali, nonché processi burocratici più snelli che supportino la digital transformation, per garantire metodi di costruzione più sicuri ed una produzione più flessibile ed efficiente.

Dubai è l’esempio pratico di come modelli innovativi rendano le imprese più produttive e competitive. In Italia bisogna incentivare la transizione edilizia green e superare il gap delle competenze del settore, rendendo le carriere edili più attrattive per i giovani».

Guardando al futuro, perché il PNRR è un’opportunità preziosa per l’edilizia?

«Il PNRR per la rigenerazione avrà un valore di 2,8 miliardi per finanziare 159 progetti di rigenerazione edile residenziale pubblica presentate da Regioni, Comuni e Città Metropolitane ed intraprendere il recupero di edifici fatiscenti, la pulizia dei parchi e dei mercati rionali, la costruzione di ciclabili e percorsi pedonali.

Come ha spiegato Enrico Giovannini - ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili - gli interventi saranno quindi finalizzati a conseguire tre obiettivi: ridurre il disagio abitativo, aumentando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica; rigenerare il tessuto socioeconomico dei centri urbani e migliorare i luoghi degradati delle periferie. 

Ai progetti sono stati assegnati non solo i 2,8 miliardi del PNRR, ma anche 20 milioni derivanti da residui del 2019 e del 2020 per attuare il Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare (PinQua), riscuotendo un grandissimo successo. Basti pensare che nella sola Milano sono già stati stanziati oltre 159 milioni».

Sulla scia di quanto visto, quali iniziative porterete avanti come Gruppo Luce Immobiliare per allinearvi ai trend di mercato?

«In Gruppo Luce Immobiliare cerchiamo ormai da anni di riutilizzare tutti i materiali di risulta avviando all’interno di ogni cantiere un sistema di economia circolare.

Nello specifico abbiamo attivato un centro studi interno con il nostro ufficio progetti e l’ufficio sviluppo per considerare la sostituzione di tutti i materiali di costruzione di provenienza da idrocarburi con materiali meno impattanti sull’ambiente, che assicurino ugualmente alte perfomance.

Infine, stiamo programmando dal 2023 di avere cantieri o operazioni di sviluppo immobiliare esclusivamente carbon neutral. Una mission ambiziosa che ci sprona ad essere maggiormente competitivi sulla via della sostenibilità».