Grazie alle quotazioni basse e a tassi che continuano a girare sui minimi, la pandemia globale Coronavirus non ha bloccato le richieste di mutui per la casa.  

L’ultimo rapporto di CRIF ha evidenziato che negli ultimi mesi la richiesta di mutui immobiliari e surroghe è tornata in positivo, con un +20% rispetto al 2019.

In questo trimestre, in particolare - dopo la lunga fase di stallo del settore immobiliare – ci sono stati segni di forte ripresa, grazie alle quotazioni basse e a tassi che continuano a girare sui minimi.

In crescita anche l’importo medio, pari a 133.071 Euro, con un aumento del +2,4% rispetto allo scorso anno.

Circa la distribuzione delle richieste per fascia di importo, le preferenze degli utenti si concentrano prevalentemente nella classe compresa tra 100.001 e 150.000 Euro, con una quota pari al 29,9% del totale.

Per quanto riguarda invece la durata dei mutui, si attesta che oltre il 75% delle richieste prevede un piano di rimborso superiore ai 15 anni.

A ciò si aggiunge poi che il trend di compravendita delle abitazioni è in aumento con sempre più richieste per case più ampie, luminose, con balconi, terrazzi e giardini, magari fuori dai centri città, nei sobborghi o perfino in campagna.

Dopo la quarantena, la riqualificazione e la rigenerazione urbana in chiave green ha avuto infatti una grande rilevanza non solo per la qualità del vivere delle persone ma anche per la valorizzazione del patrimonio immobiliare, in particolare quello delle grandi città.

Questo scenario ci restituisce la consapevolezza di un mercato immobiliare post lockdown solido e ben strutturato, che ha saputo resistere alla crisi economica provocata dal Coronavirus.

Anche se si dovranno attendere i dati dei prossimi mesi per avere segnali più certi circa l’ascesa del settore immobiliare, i segnali positivi non mancano.