L’edificio “smart” del futuro è iperconnesso, autonomo ed efficiente (dal punto di vista energetico) e con la domotica come elemento caratterizzante.

Alcuni progetti con questo concept sono già una realtà.

Il mercato ha già iniziato a virare verso costruzioni di immobili intelligenti, così da poter rispondere alle richieste degli acquirenti e ad adeguarsi agli obblighi di legge che riguardano non sono le nuove costruzioni, ma anche le opere di riqualificazione.

Un cardine importante è la massima connessione, non solo da intendersi strettamente di portabilità e di fibra ottica, ma ripensare gli spazi proprio in chiave del più alto grado di domotica applicabile, come:

  • gestire il movimento delle tapparelle;
  • accensione o spegnimento delle luci;
  • controllo a distanza degli interni delle abitazioni;
  • regolare la temperatura dell’ambiente.

Tutto questo può essere gestito tramite app e/o in remoto dando così la possibilità di avere tutto sotto controllo anche quando non si è fisicamente in casa.

A testimonianza di questo, basti pensare all’incredibile trend della “smart home” (apparecchi domotici come gli home speaker ad esempio Alexa di Amazon o Google Home), mercato che in Italia vale 380 milioni di euro e che sono nel 2018 è cresciuto del 52%. In Germania vale 1,8 miliardi, in Cina solo nel primo trimestre 2019 sono stati venduti oltre 10 milioni di assistenti virtuali e negli Stati Uniti oltre 5 milioni.

Un altro aspetto principale da considerare, è quello della sostenibilità energetica, che la direttiva europea 2018/844 inquadra, specificando cosa viene richiesto ad un edificio “smart”. Gli stati dovranno seguire quest’ultima, entro marzo 2020, con un obiettivo finale del 2050 denominato “Nzeb”(nearly zero energy building).

In Italia, la legge di recepimento si aggiungerà al decreto cosiddetto dei “requisiti minimi” del 2015, il quale si limita ad alcuni aspetti dell’efficienza energetica e fissa il rispetto di parametri in tema di coibentazione dell’involucro o trasmittanza delle finestre. La direttiva, nel tempo, estenderà l’adozione di svariati strumenti, come i punti di ricarica per auto elettriche (diventeranno obbligatori nei garage con più di dieci posti auto), ovvero il Basc (Building&automation control system), in concreto verranno ubicate delle centraline digitali in grado di monitorare, analizzare e adeguare i consumi, così da non avere più la necessità di ispezioni fisiche degli impianti di riscaldamento e condizionamento.

Verrà inoltre richiesto, che gli edifici abbiano una predisposizione per collegarsi a reti di teleriscaldamento, o di dialogare con la rete elettrica.

Tutte queste caratteristiche, ad oggi, riguardano solo gli edifici di nuova costruzione di pregio, poiché non tutte le costruzioni di classe A sono iper moderne, si limitano a migliorare solo alcuni aspetti legati alla produzione di energia elettrica o ad un impianto solare termico. Per far sì che diventino “smart” avranno bisogno di una profonda ristrutturazione.

Gruppo Luce Immobiliare segue tutti i giorni con attenzione non solo i trend di mercato più importanti ma anche soluzioni adatte a tutte le esigenze, per poter offrire ogni giorno il meglio.